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Intanto vi prego caldamente di
non perdere il
tempo nel pensiero del passato. Se questo fu bene impiegato,
diamone gloria a Dio; se male, detestiamolo e confidiamo nella
bontà del Padre celeste. Anzi vi esorto a mettere il vostro
cuore nella tranquillità al consolante pensiero che la vostra
vita, per quella parte non bene spesa, è stata, ormai dal nostro
dolcissimo Iddio già perdonata.
Fuggite con ogni potere le perturbazioni ed inquietudini del
cuore, altrimenti ogni vostro esercizio riuscirà poco o nulla
fruttuoso. Teniamo per certo che se il nostro spirito è turbato,
più frequenti e più diretti sono gli assalti del demonio, il
quale suole approfittare di questa nostra naturale debolezza per
riuscire nei suoi intenti. Stiamo bene all’erta su questo punto
di non piccola importanza per noi:
appena ci accorgiamo di
cadere nello scoraggiamento, ravviviamo la nostra fede ed
abbandoniamoci nelle braccia del divin Padre, pronto sempre ad
accoglierci sempre che a lui sinceramente ricorriamo.

Statevi di buon animo,
abbandonatevi sul
cuore divino di Gesù e tutta la vostra cura lasciatela a lui.
Tenetevi sempre sull’ultimo luogo tra gli amanti del
Signore, stimando tutti migliori di voi; rivestitevi di
umiltà verso gli altri, poiché Dio resiste ai superbi e dà
la grazia agli umili. Quanto più le grazie ed i favori di
Gesù crescono nell’anima vostra tanto maggiormente dovete
umiliarvi, tenendo sempre voi l’umiltà della nostra celeste
Madre, la quale nell’istante che diviene Madre di Dio, si
dichiara serva ed ancella del medesimo Iddio. Nelle cose
prospere ed avverse che vi avvengono umiliatevi sempre sotto
la potente mano di Dio, accettando con umiltà e pazienza non
solo quelle cose che vanno a secondo del vostro gusto, ma
ancora accettando
con umiltà e pazienza le tribolazioni tutte che egli
vi manda per sempre maggiormente rendervi a lui più accetta
e sempre più degna per la patria celeste. L’essere tentata è
segno evidente che l’anima è bene accetta al Signore. Il
tutto poi accettate con rendimento di grazie. Non crediate
essere questa una mia semplice opinione, no; il Signore
istesso ne ha impegnata la sua parola divina: «E perché tu
eri accetto a Dio, dice l’angelo a Tobia (ed in persona di
Tobia a tutte le anime a Dio care), fu necessario che la
tentazione ti provasse».
padre pio
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