sabato 19 settembre 2020, dalle lettere di San Paolo ai Colossesi, ai Tessalonicesi, a Timoteo:
Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, contentiamoci di questo.

Nel mese dedicato agli Angeli Custodi e Protettori una preghiera alla Mamma Celeste
 
       

~ ...sulla misericordia           ~ ...sulla speranza           ~ il cuore del mondo di hans urs...           ~ 10 aprile 1988-2020

       

Quando sei...

...triste: Giovanni 14
...abbandonato: Salmo 27
...convinto di peccato: Salmo 51
...preoccupato: Matteo 6, 19-34
...in pericolo: Salmo 91
...sconsolato: Salmo 34
...solo: Salmo 139
...in dubbio: Giovanni 7, 17
...nel timore: Salmo 23
...scoraggiato: Isaia 40
...tentato: Matteo 4

Quando hai bisogno...

...d'incoraggiamento: Salmo 103
...di fede: Ebrei 11
...di speranza: Salmo 90
...di conforto: Romani 8, 31-39
...di forza: Giosuè 1
...di riposo: Matteo 11, 25-30
...di pace: Giovanni 14, 27
...di sicurezza: Romani 8, 1-30
...di gioia: Colossesi: 3, 12-17
...d'affetto: Giovanni 15, 13-17
...di entusiasmo: Salmo 67

Se sei...

...in crisi: Proverbi 8
...in lotta: Efesini 6
...impaziente: Ebrei 12
...solitario: I Corinzi 15
...malato: Isaia 26

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a.d. 2020

...ammonisco ed esorto i miei frati nel Signore Gesù Cristo che, quando vanno per il mondo,
non litighino ed evitino le dispute di parole, e non giudichino gli altri;
ma siano miti, pacifici e modesti, mansueti e umili, parlando onestamente con tutti...

san francesco

settembre con sant'agostino

 

In una terra di fuggitivi, colui che cammina nella direzione contraria sembra che stia fuggendo.

thomas stearns eliot

 

Stiamo spremendo i beni del pianeta. Spremendoli, come se si trattasse di un'arancia. Paesi e imprese del Nord si sono arricchiti sfruttando doni naturali del Sud, generando un “debito ecologico”. Chi pagherà questo debito? Inoltre, il “debito ecologico”, aumenta quando le multinazionali fanno fuori dal loro Paese quello che nel proprio non è permesso. Fa indignare. Oggi, non domani, oggi, dobbiamo prenderci cura del Creato con responsabilità. Preghiamo affinché le risorse del pianeta non vengano saccheggiate, ma condivise in modo equo e rispettoso. No al saccheggio, sì alla condivisione.

francesco, 1 settembre 2020

 

 

 

Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia.
Non si vede nulla. Non si sente nulla.
E tuttavia qualche cosa risplende nel silenzio...

antoine de saint exupery, 12 agosto 2020

 

La vita del marinaio, del pescatore e delle loro famiglie è molto dura. A volte è caratterizzata dal lavoro forzato o dall'essere abbandonati in porti lontani. La concorrenza della pesca industriale e l'inquinamento rendono poi il lavoro ancor più complicato. Senza i marittimi, in molte zone del mondo si soffrirebbe la fame. Preghiamo per tutte le persone che lavorano e vivono del mare, compresi marinai, pescatori e le loro famiglie.

francesco, 4 agosto 2020

 

Chi abita al riparo dell'Altissimo
passerà la notte all'ombra dell'Onnipotente…

salmo 91

 

 

 

Maddalena deve voltarsi per vedere il Risorto.
Gli occhi hanno bisogno di posarsi su altro che non siano i segni della morte.
La morte prepotente, la morte tiranna.
La morte che mangia tutto e tutti, la morte che non restituisce più chi ingoia.
La morte che acceca, la morte che assorda.
La morte che strappa il contatto, la morte che strozza le parole in gola.
Maria deve guardare altrove, deve udire altro, deve toccare altrimenti, deve pur parlare.
Via gli occhi dal vuoto della morte, via le orecchie dal silenzio tombale,
via le mani dal freddo della pietra, via le labbra dai singhiozzi sconsolati.
Vedere, ascoltare, toccare, parlare.
Oltre, altro, altrove.
L’incontro con il Risorto avviene così:
respingendo il tentativo di sequestro che la morte fa colpendo con la tremenda arma del dolore.
Mentre mi ridico questo Vangelo, penso alla fatica, allo smarrimento, al cuore lacerato
di chi deve lasciarsi guidare da questa Parola per provare anche oggi a mettere un passo avanti all’altro...
E vorrei dirlo piano e delicatamente, come mi immagino il Risorto abbia fatto con Maria.

cristiano mauri, 22 luglio 2020

 

La famiglia ha bisogno di essere protetta. Tanti sono i pericoli che affronta: il ritmo della vita, lo stress... A volte i genitori dimenticano di giocare con i propri figli. La Chiesa deve incoraggiare le famiglie e stare loro accanto, aiutandole a scoprire vie che permettano loro di superare tutte queste difficoltà. Preghiamo affinché le famiglie di oggi siano accompagnate con amore, rispetto e consiglio, e in particolare vengano protette dagli Stati.

francesco, 2 luglio 2020

 

 

 

Desidera tutto ciò che hai e avrai tutto ciò che desideri…

paolo squizzato, 27 giugno 2020  

 

Oggi vorrei venire da te, Signore, con la confidenza e l'affetto di Giovanni, appoggiando il capo sul tuo petto.
Vorrei che tu mi accarezzassi con tenerezza, senza bisogno di parole, fin dentro l'anima.
Voglio venire da te e riposare sul tuo cuore così grande, largo, alto, profondo,
chiudere gli occhi e stare lì, senza bisogno d'altro che non di te.
E sentire che lì, dentro quel tuo cuore grande, ci sono anch'io
con tutti i miei affetti, i miei amori e i miei peccati, i miei difetti accolti,
con nulla da spiegare perché tu sai di me come nessuno al mondo.
Venire a te per trovare ristoro e portare intorno la nostalgia di te, in ogni passo, gesto o parola.

lidia ceriotti, 19 giugno 2020
giorno di festa e gioia in onore del Cuore del mondo...

 

Molte persone soffrono per le gravi difficoltà che patiscono. Possiamo aiutarle accompagnandole lungo un cammino pieno di compassione che trasforma la vita delle persone e le avvicina al Cuore di Cristo, che accoglie tutti noi nella rivoluzione della tenerezza. Preghiamo affinché coloro che soffrono trovino percorsi di vita, lasciandosi toccare dal Cuore di Gesù.

francesco, 4 giugno 2020

 

 

Madre è colei che sa stare.
Davanti a Dio, davanti alla vita e davanti alla morte.

lidia ceriotti, 1 giugno 2020

 

 

 

14 maggio 2020: l'umanità credente in preghiera, digiuno e carità...

 

I diaconi non sono sacerdoti in seconda. Fanno parte del clero e vivono la loro vocazione in famiglia e con la famiglia. Si dedicano al servizio dei poveri che portano in sé il volto di Cristo sofferente. Sono i guardiani del servizio nella Chiesa. Preghiamo affinché i diaconi, fedeli al servizio della Parola e dei poveri, siano un segno vivificante per tutta la Chiesa.

francesco, 5 maggio 2020

 

È tutta una questione di vita: l'uomo è alla ricerca spasmodica di vita
e tutto quello che fa non è altro che espressione di questo bisogno e desiderio di vivere in pienezza;
anche il peccato è un tentativo malriuscito di avere vita…

sorelline clarisse di bergamo, 1 maggio

 

 

 

in tempo di pasqua...

...la Speranza non delude

 

 

durante il cammino di quaresima, facciamo ritorno al Signore...

fosseven, quaresima 2020

in quaresima con sant'agostino

 

Sicuramente avete sentito parlare del dramma delle dipendenze. E... avete pensato anche alla dipendenza dal gioco, dalla pornografia, da Internet... e ai pericoli dello spazio virtuale? Basandoci sul “Vangelo della Misericordia” possiamo alleviare, curare e guarire le tante sofferenze legate alle nuove dipendenze. Preghiamo affinché tutte le persone sotto l'influenza delle dipendenze possano essere ben aiutate e accompagnate.

francesco, 2 aprile 2020

 

 

 

«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda… continua...

francesco, 27 marzo 2020

 

intorno a primavera...

 

Care concittadine e cari concittadini, l’Italia sta attraversando un momento particolarmente impegnativo. Lo sta affrontando doverosamente con piena trasparenza e completezza di informazione nei confronti della pubblica opinione. L’insidia di un nuovo virus che sta colpendo via via tanti paesi del mondo provoca preoccupazione. Questo è comprensibile e richiede a tutti senso di responsabilità, ma dobbiamo assolutamente evitare stati di ansia immotivati e spesso controproducenti. Siamo un grande Paese moderno, abbiamo un eccellente sistema sanitario nazionale che sta operando con efficacia e con la generosa abnegazione del suo personale, a tutti i livelli professionali. Supereremo la condizione di questi giorni. Anche attraverso la necessaria adozione di misure straordinarie per sostenere l’opera dei sanitari impegnati costantemente da giorni e giorni: misure per l’immissione di nuovo personale da affiancare loro e per assicurare l’effettiva disponibilità di attrezzature e di materiali, verificandola in tutte le sedi ospedaliere. Il Governo – cui la Costituzione affida il compito e gli strumenti per decidere - ha stabilito ieri una serie di indicazioni di comportamento quotidiano, suggerite da scienziati ed esperti di valore.  Sono semplici ma importanti per evitare il rischio di allargare la diffusione del contagio. Desidero invitare tutti a osservare attentamente queste indicazioni: anche se possono modificare temporaneamente qualche nostra abitudine di vita. Rispettando quei criteri di comportamento, ciascuno di noi contribuirà concretamente a superare questa emergenza. Lo stanno facendo con grande serietà i nostri concittadini delle zone cosiddette rosse. Li ringrazio per il modo con cui stanno affrontando i sacrifici cui sono sottoposti. Desidero esprimere sincera vicinanza alle persone ammalate e grande solidarietà ai familiari delle vittime.

Il momento che attraversiamo richiede coinvolgimento, condivisione, concordia, unità di intenti nell’impegno per sconfiggere il virus: nelle istituzioni, nella politica, nella vita quotidiana della società, nei mezzi di informazione. Alla cabina di regia costituita dal Governo spetta assumere – in maniera univoca- le necessarie decisioni in collaborazione con le Regioni, coordinando le varie competenze e responsabilità. Vanno, quindi, evitate iniziative particolari che si discostino dalle indicazioni assunte nella sede di coordinamento. Care concittadine e cari concittadini, senza imprudenze ma senza allarmismi, possiamo e dobbiamo aver fiducia nelle capacità e nelle risorse di cui disponiamo. Possiamo e dobbiamo avere fiducia nell’Italia.

sergio mattarella, 5 marzo 2020

 

Al giorno d'oggi in Cina la Chiesa guarda avanti con speranza. La Chiesa vuole che i cristiani cinesi siano davvero cristiani e che siano buoni cittadini. Devono promuovere il Vangelo, ma senza fare proselitismo, e raggiungere l'unità della comunità cattolica, che è divisa. Preghiamo insieme affinché la Chiesa in Cina perseveri nella fedeltà al Vangelo e cresca nell'unità. Grazie.

francesco, 5 marzo 2020

 

 

 

 

Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione.
Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te.
E quello che gli altri pensano di te è problema loro.

charlie chaplin

 

 

Spesso i migranti sono vittime del traffico e della tratta di persone. Tra i vari motivi, ciò avviene a causa della corruzione di coloro che sono disposti a tutto per arricchirsi. Il denaro dei loro affari, sono affari sporchi, subdoli, è denaro macchiato di sangue. Non esagero: è denaro macchiato di sangue. Preghiamo affinché il grido dei fratelli migranti, caduti nelle mani di trafficanti senza scrupoli e vittime della tratta di persone, sia ascoltato e considerato. Grazie.

francesco, 6 febbraio 2020

 

La fratellanza non è solamente un’emozione o un sentimento o un’idea, ma un dato di fatto. Può essere il frutto della nascita dagli stessi genitori o del riconoscimento di una comune figliolanza divina o della medesima umanità. Il suo resta in ogni caso un messaggio dal forte valore politico, perché capovolge la logica dell’apocalisse. Questa è la logica integralista che combatte contro il mondo perché crede che esso sia l’opposto di Dio, cioè idolo, e dunque da distruggere al più presto per accelerare la fine del tempo. Il baratro dell’apocalisse, appunto, davanti al quale non ci sono più fratelli: solo apostati o martiri in corsa «contro» il tempo. La fratellanza invece occupa il tempo, richiede il tempo. Quello del litigio e quello della riconciliazione. La fratellanza perde tempo. L’apocalisse lo brucia. La fratellanza richiede il tempo della noia. L’odio è pura eccitazione. La fratellanza è ciò che consente agli eguali di essere persone diverse. L’odio elimina il diverso. La fratellanza salva il tempo della politica, della mediazione, del compromesso, dell’incontro, della costruzione della società civile, della cura. Il fondamentalismo lo annulla in un videogame. Ecco perché un anno fa, il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi, Francesco, il papa cattolico, e Ahmad al-Tayyeb, il grande imam di al-Azhar, hanno firmato uno storico documento sulla fratellanza. I due leader si sono riconosciuti fratelli e hanno provato a dare insieme uno sguardo sul mondo d’oggi. E che cosa hanno capito? Che l’unica vera alternativa che sida e argina la soluzione apocalittica è la fratellanza. E così – davanti a una situazione mondiale «dominata dall’incertezza, dalla delusione e dalla paura del futuro e controllata dagli interessi economici miopi» – hanno cominciato a parlare non solamente in nome di Dio, ma anche «in nome di» poveri, orfani, vedove, cioè di coloro la cui soggettività appare mutilata o persa. Il papa e l’imam hanno cominciato a parlare di tutti come fratelli e a strappare cristiani e musulmani dal bordo del baratro. Occorre riscoprire questa potente parola evangelica, ripresa nel motto della Rivoluzione Francese, ma che l’ordine post-rivoluzionario ha poi abbandonato fino alla sua cancellazione dal lessico politico-economico. E noi l’abbiamo sostituita con quella più debole di «solidarietà». Il riconoscimento della fratellanza cambia la prospettiva, la capovolge e diventa un forte messaggio dal valore politico: tutti siamo fratelli, e quindi tutti siamo cittadini con uguali diritti e doveri, sotto la cui ombra tutti godono della giustizia. E del tempo che ci è dato di vivere.

antonio spadaro, 2 febbraio 2020

 

 

 

 


sabato 18 gennaio - riconciliazione: gettare il carico in mare
domenica 19 gennaio – luce: cercare e rendere manifesta la luce di Cristo
lunedì 20 gennaio - speranza: il discorso di paolo
martedì 21 gennaio - fiducia: non aver paura, credere
mercoledì 22 gennaio - forza: spezzare il pane per il viaggio
giovedì 23 gennaio - ospitalità: accogliere con gentilezza
venerdì 24 gennaio - conversione: cambiare la nostra mente e il nostro cuore
sabato 25 gennaio - generosità: ricevere e dare

 

Un giorno un maestro indiano chiese ai suoi discepoli: - Perché le persone gridano quando sono arrabbiate? - Beh, perché perdono la calma... - Ok... ma perché gridare, se la persona è vicina? I discepoli diedero una seconda risposta: - Forse gridiamo per essere sicuri che l'altra persona ci ascolti. - Quindi non è proprio possibile parlare a voce bassa quando si è arrabbiati? Insomma, furono date diverse risposte, ma nessuna convinse il maestro. Allora spiegò così: - Quando due persone sono arrabbiate, i loro cuori sono lontani, e quindi si urla per coprire la distanza. Quanto più sono arrabbiate, tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'un l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente perché i loro cuori sono molto vicini. A volte i loro cuori sono talmente vicini che neanche parlano, ma sussurrano. E, quando l'amore è più intenso, non è più necessario parlare, a volte basta guardarsi, i loro cuori non hanno bisogno di altro per capirsi. Quando vi troverete a discutere con qualcuno, non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché potrebbe arrivare un giorno in cui la distanza sarà così tanta, che non incontreranno più la strada per ritrovarsi.

mahatma gandhi

 

In un mondo diviso e frammentato, voglio invitare alla riconciliazione e alla fratellanza tra tutti i credenti e anche tra tutte le persone di buona volontà. La nostra fede ci porta a diffondere i valori della pace, della convivenza, del bene comune. Preghiamo affinché i cristiani, coloro che seguono le altre religioni e le persone di buona volontà promuovano insieme la pace e la giustizia nel mondo. Grazie.

francesco, 2 gennaio 2020

 

Questa sera, care concittadine e cari concittadini, entriamo negli anni venti del nuovo secolo. Si avvia a conclusione un decennio impegnativo, contrassegnato da una lunga crisi economica e da mutamenti tanto veloci quanto impetuosi. In questo tempo sono cambiate molte cose attorno a noi, nella nostra vita e nella società. Desidero, anzitutto, esprimere a tutti voi l’augurio più cordiale per l’anno che sta per iniziare. Si tratta, anche, di un’occasione per pensare – insieme - al domani. Per ampliare l’orizzonte delle nostre riflessioni; senza, naturalmente, trascurare il presente e i suoi problemi, ma anche rendendosi conto che il futuro, in realtà, è già cominciato. Mi è stata donata poco tempo fa una foto dell’Italia vista dallo spazio. Ve ne sono tante sul web, ma questa mi ha fatto riflettere perché proviene da una astronauta, adesso al vertice di un Paese amico. Vorrei condividere con voi questa immagine.

Con un invito: proviamo a guardare l’Italia dal di fuori, allargando lo sguardo oltre il consueto. In fondo, un po’ come ci vedono dall’estero. Come vedono il nostro bel Paese, proteso nel Mediterraneo e posto, per geografia e per storia, come uno dei punti di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti. Questa condizione ha contribuito a costruire la nostra identità, sinonimo di sapienza, genio, armonia, umanità. È significativo che, nell’anno che si chiude, abbiamo celebrato Leonardo da Vinci e, nell’anno che si apre, celebreremo Raffaello. E subito dopo renderemo omaggio a Dante Alighieri. Incontro sovente Capi di Stato, qui in Italia o all’estero. Registro ovunque una grande apertura verso di noi, un forte desiderio di collaborazione. Simpatia nei confronti del nostro popolo. Non soltanto per il richiamo della sua arte e dei paesaggi, per la sua creatività e per il suo stile di vita; ma anche per la sua politica di pace, per la ricerca e la capacità italiana di dialogo nel rispetto reciproco, per le missioni delle sue Forze Armate in favore della stabilità internazionale e contro il terrorismo, per l’alto valore delle nostre imprese e per il lavoro dei nostri concittadini. Vi è una diffusa domanda di Italia. Abbiamo problemi da non sottovalutare. Il lavoro che manca per tanti, anzitutto. Forti diseguaglianze. Alcune gravi crisi aziendali. L’esigenza di rilanciare il nostro sistema produttivo. Ma abbiamo ampie possibilità per affrontare e risolvere questi problemi. E per svolgere inoltre un ruolo incisivo nella nostra Europa e nella intera comunità internazionale.

L’Italia riscuote fiducia. Quella stessa fiducia con cui si guarda, da fuori, verso il nostro Paese deve indurci ad averne di più in noi stessi, per dar corpo alla speranza di un futuro migliore. Conosco le difficoltà e le ferite presenti nelle nostre comunità. Le attese di tanti italiani. Dobbiamo aver fiducia e impegnarci attivamente nel comune interesse. Disponiamo di grandi risorse. Di umanità, di ingegno, di capacità di impresa. Tutto questo produce esperienze importanti, buone pratiche di grande rilievo. Ne ho avuto conoscenza diretta visitando i nostri territori. Vi è un’Italia, spesso silenziosa, che non ha mai smesso di darsi da fare. Dobbiamo creare le condizioni che consentano a tutte le risorse di cui disponiamo di emergere e di esprimersi senza ostacoli e difficoltà. Con spirito e atteggiamento di reciproca solidarietà. Insieme. In particolar modo è necessario ridurre il divario che sta ulteriormente crescendo tra Nord e Sud d’Italia. A subirne le conseguenze non sono soltanto le comunità meridionali ma l’intero Paese, frenato nelle sue potenzialità di sviluppo. Naturalmente, per promuovere fiducia, è decisivo il buon funzionamento delle pubbliche istituzioni che devono alimentarla, favorendo coesione sociale. Questo è possibile assicurando decisioni adeguate, efficaci e tempestive sui temi della vita concreta dei cittadini. La democrazia si rafforza se le istituzioni tengono viva una ragionevole speranza. È importante anche sviluppare, sempre di più, una cultura della responsabilità che riguarda tutti: dalle formazioni politiche, ai singoli cittadini, alle imprese, alle formazioni intermedie, alle associazioni raccolte intorno a interessi e a valori. La cultura della responsabilità costituisce il più forte presidio di libertà e di difesa dei principi, su cui si fonda la Repubblica. Questo comune sentire della società – quando si esprime – si riflette sulle istituzioni per infondervi costantemente un autentico spirito repubblicano.

La fiducia va trasmessa ai giovani, ai quali viene sovente chiesta responsabilità, ma a cui dobbiamo al contempo affidare responsabilità. Le nuove generazioni avvertono meglio degli adulti che soltanto con una capacità di osservazione più ampia si possono comprendere e affrontare la dimensione globale e la realtà di un mondo sempre più interdipendente. Hanno – ad esempio – chiara la percezione che i mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte. Le scelte ambientali non sono soltanto una indispensabile difesa della natura nell’interesse delle generazioni future ma rappresentano anche un’opportunità importante di sviluppo, di creazione di posti di lavoro, di connessione tra la ricerca scientifica e l’industria. Torniamo con il pensiero alle popolazioni delle città minacciate, come Venezia, dei territori colpiti dai sismi o dalle alluvioni, delle aree inquinate, per sottolineare come il tema della tutela dell’ambiente sia fondamentale per il nostro Paese. I giovani l’hanno capito. E fanno sentire la loro voce proiettati, come sono, verso il futuro e senza nostalgia del passato. Ogni società ha sempre bisogno dei giovani. Se possibile ancor di più oggi che la durata della vita è cresciuta e gli equilibri demografici si sono spostati verso l’età più avanzata. Questa nuova condizione impone di predisporre nei confronti degli anziani – parte preziosa della società – maggiori cure e attenzioni. Occorre, al tempo stesso, investire molto sui giovani. Diamo loro fiducia, anche per evitare l’esodo verso l’estero. Diamo loro occasioni di lavoro correttamente retribuito. Favoriamo il formarsi di nuove famiglie. Dobbiamo riporre fiducia nelle famiglie italiane. Su di esse grava il peso maggiore degli squilibri sociali. Hanno affrontato i momenti più duri, superandoli. Spesso con sacrificio. Fornire sostegno alle famiglie vuol dire fare in modo che possano realizzare i loro progetti di vita. E che i loro valori – il dialogo, il dono di sé, l’aiuto reciproco – si diffondano nell’intera società rafforzandone il senso civico. È una virtù da coltivare insieme, quella del civismo, del rispetto delle esigenze degli altri, del rispetto della cosa pubblica. Argina aggressività, prepotenze, meschinità, lacerazioni delle regole della convivenza.

Una associazione di disabili mi ha donato per Natale una sedia. Molto semplice ma che conserverò con cura perché reca questa scritta: «Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi». Esprime appieno il vero senso della convivenza. Due mesi fa vicino Alessandria, tre Vigili del Fuoco sono rimasti vittime dell’esplosione di una cascina, provocata per truffare l’assicurazione. Nel ricordare – per loro e per tutte le vittime del dovere – che il dolore dei familiari, dei colleghi, di tutto il Paese non può estinguersi, vorrei sottolineare che quell’evento sembra offrire degli italiani due diverse immagini che si confrontano: l’una nobile, l’altra che non voglio neppure definire. Ma l’Italia vera è una sola: è quella dell’altruismo e del dovere. L’altra non appartiene alla nostra storia e al sentimento profondo della nostra gente. Quella autentica è l’Italia del Sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini. Nell’incendio del suo municipio ha atteso che si mettessero in salvo tutti i dipendenti, uscendone per ultimo. Sacrificando così la propria vita. Senso civico e senso della misura devono appartenere anche a chi frequenta il mondo dei social, occasione per ampliare le conoscenze, poter dialogare con tanti per esprimere le proprie idee e ascoltare, con attenzione e rispetto, quelle degli altri. Alle volte si trasforma invece in strumento per denigrare, anche deformando i fatti. Sovente ricorrendo a profili fittizi di soggetti inesistenti per alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi, per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false.

Il mosaico che compone la società italiana ha tante tessere preziose. Penso – tra le altre – al mondo delle nostre università, ai centri di ricerca, alle prestigiose istituzioni della cultura. Ho conosciuto e apprezzato in tante occasioni l’attività che si svolge in questa costellazione di luoghi del pensiero, dell’innovazione, della scienza. Si tratta di un patrimonio inestimabile di idee e di energie per costruire il futuro. È essenziale che sia disponibile per tutti. Che sia conosciuto, raccontato, condiviso. Che siano rimossi gli ostacoli e reso più agevole il rapporto tra istituzioni culturali e società e l’accesso al sapere. In questo senso un ruolo fondamentale è assegnato ai media e in particolare al nostro servizio pubblico. Abbiamo bisogno di preparazione e di competenze. Ogni tanto si vede affiorare, invece, la tendenza a prender posizione ancor prima di informarsi. La cultura è un grande propulsore di qualità della vita e rende il tessuto sociale di un Paese più solido. Ringraziamo Matera che ha fatto onore all’Italia e al suo Mezzogiorno, in questo anno in cui è stata Capitale della cultura europea. Con questo spirito rivolgo gli auguri a Parma che, con il suo straordinario patrimonio umano e artistico, da domani sarà Capitale italiana della cultura per il 2020. Un saluto particolarmente grato e sentito rivolgo a Papa Francesco, Vescovo di Roma, che esercita il suo alto magistero con saggezza e coraggio e che mostra ogni giorno di amare il nostro Paese, a partire da coloro che versano in condizioni di bisogno e da chi, praticando solidarietà, reca beneficio all’intera comunità civile. Nel rinnovare gli auguri a quanti sono in ascolto in Italia e all’estero, a tutti i nostri concittadini, a quanti il nostro Paese ospita, vorrei rivolgere un saluto particolare a coloro che, in queste giornate festive, assicurano – come sempre – il funzionamento dei servizi necessari alla nostra vita comune. Rivolgo gli auguri alle donne e agli uomini delle Forze Armate, delle Forze dell’Ordine, a tutti coloro che, con vari ruoli e compiti, operano a beneficio della Repubblica e di tutti noi cittadini. Per tutti, saluto Luca Parmitano – il primo astronauta italiano al comando della stazione spaziale internazionale – impegnato nella frontiera avanzata della ricerca nello spazio, in cui l’Italia è tra i principali protagonisti. Da lassù, da quella navicella – come mi ha detto quando ci siamo collegati – avverte quanto appaiano incomprensibili e dissennate le inimicizie, le contrapposizioni e le violenze in un pianeta sempre più piccolo e raccolto. E mi ha trasmesso un messaggio che faccio mio: la speranza consiste nella possibilità di avere sempre qualcosa da raggiungere. È questo l’augurio che rivolgo a tutti voi! Buon 2020!

sergio mattarella, 31 dicembre 2019

in preghiera

...su Maria

...sulla fede

...sulla misericordia

catechismo della chiesa cattolica

concilio vaticano ii

padre ermes ronchi

sant'agostino d'ippona

enciclica
deus caritas est

(25 dicembre 2005)

enciclica
spe salvi
(30 novembre 2007)

enciclica
caritas in veritate
(29 giugno 2009)

 

enciclica
lumen fidei
(29 giugno 2013)

evangelii gaudium
(24 novembre 2013)

enciclica
laudato si'
(24 maggio 2015)

amoris laetitia
(19 marzo 2016)

gaudete et exultate
(19 marzo 2018)

christus vivit
(25 marzo 2019))